mercoledì 23 novembre 2016

Recensione n. 43 - IO SONO NESSUNO di Jenny Valentine

IO SONO NESSUNO
di Jenny Valentine


TRAMA
Per tutta la vita, Chap non ha fatto altro che scappare. Un giorno, nella casa-famiglia in cui abita temporaneamente, viene scambiato per Cassiel Roadnight, un ragazzo scomparso due anni prima. La somiglianza è davvero stupefacente e la famiglia, che ancora lo cerca disperatamente, sembra perfetta. È così che Chap decide di rubare l'identità di Cassiel e fingersi lui con la sua famiglia e i suoi amici. Diventare qualcun altro però è meno semplice di quanto Chap possa immaginare, soprattutto quando inizia a scoprire che la vita di Cassiel era tutt'altro che perfetta e che anche la sua famiglia nasconde molti segreti

LA MIA RECENSIONE
Chap non ha una vera e propria identità. Cresciuto con il nonno di cui conosce a malapena il cognome ma non il nome, un giorno si trova costretto a scappare e a vivere nascosto. Trovato dai servizi sociali, gli viene mostrata la foto di un ragazzo scomparso che è identico a lui. Non ci pensa a lungo prima di decidere che fingersi lui gli porterebbe solo vantaggi, a partire da un'identità per continuare con una famiglia e una casa. Si accorgerà presto, però, che la famiglia in questione non è perfetta. Inoltre il fatto di dover fingere diventa sempre più un peso, sia per il senso di colpa che per la paura di essere scoperto. Non sa che un ulteriore guaio sta per incombere su di lui.
La storia non è male, forse un po' troppo ripetitiva quando si descrivono le paure e i sensi di colpa. Anche alcune scene vengono descritte più di una volta, perché raccontate a persone diverse. Questo annoia un po'.
In un thriller vanno inseriti degli indizi che lascino intuire il colpevole. Forse l'autrice ha un po' esagerato. Non appena entra in scena il personaggio in questione già si è in grado di ricostruire la storia. Restano solo le motivazioni e le modalità da scoprire e questo toglie suspense al racconto.
Colpisce invece il messaggio del volere essere qualcuno nella società, l'importanza di avere una casa e una famiglia che, quando ti guarda, ti veda.

...
"A che pensi?" ha chiesto.
Odio quella domanda. Se stai pensando vuol dire che è una cosa privata. Se volessi farlo sapere a qualcuno, parleresti.

...
Secondo nonno, mangiare vegetariano non era solo una questione di salute, crudeltà, soldi o gusto, era anche una questione di buona educazione. Diceva che rubare il latte, le uova e il miele era già prendersi una grossa libertà senza bisogno anche di mozzare una gamba a qualcuno per annegarla nel sugo.


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