sabato 27 marzo 2021

#01 - RAGIONE E SENTIMENTO

 RAGIONE E SENTIMENTO

di Jane Austen


TRAMA

Le protagoniste sono le due sorelle Dashwood, dai caratteri opposti: la prima rappresenta la ragione, mentre la seconda rappresenta il sentimento e la passione. Elinor è responsabile, razionale e riservata, ha una grande capacità critica e un forte senso pratico che la rendono una guida per la sua famiglia; Marianne è vivace e passionale, tanto che l’abbandono da parte dell’uomo che ama la ridurrà quasi in fin di vita. Alla morte del padre, le sorelle Dashwood sono costrette a vivere in ristrettezze economiche e a lasciare la loro casa natale al fratello John e alla sua perfida moglie Fanny per trasferirsi in una modesta abitazione nel Devonshire. Attraverso strade diverse, una tramite l’intelligenza e la saggezza, l’altra grazie alla sua anima pura e romantica, riusciranno a cogliere l’essenza stessa dell’esistenza. Jane Austen, con la sua scrittura raffinata e ironica, descrive questo processo di crescita, esaminando attentamente la psicologia dei personaggi, e offre un ritratto impietoso di una società rigida e convenzionale, in cui il destino delle donne ruota tutto intorno al matrimonio. Un romanzo dal fascino irresistibile, che ancora oggi riscuote un successo straordinario.


LA MIA RECENSIONE

Le sorelle Elinor e Marianne Dashwood, insieme alla madre, devono trasferirsi in quanto il fratello maggiore, dopo il matrimonio, ha ereditato la casa e la nuova moglie è di una cattiveria assurda.

Nella nuova abitazione, Marianne sembra aver trovato l’amore ma le cose non vanno come i due speravano. Anche per l’altra sorella la delusione amorosa  è dietro l’angolo ma le due reagiscono in modo completamente opposto. La prima è una ragazza passionale, che si lascia travolgere dagli eventi, mentre Elinor è più razionale e riesce a tenere per sé il suo dolore pur di non tradire o ferire gli altri. Nonostante nessuna delle due riesca a capire il comportamento dell’altra, si completano e servono da esempio l’una all’altra.

Si fa fatica a credere che sia stato scritto più di duecento anni fa: Jane Austen ha una mentalità fin troppo moderna per i suoi tempi. Infatti ci descrive la situazione delle donne dell’epoca, come siamo abituati a sentirla raccontare, ma lei, attraverso le sorelle Dashwood, la denigra, la accusa di ingiustizia, come è giusto che sia. Elinor e Marianne ci mostrano come le donne non avessero alcun potere di fronte alle regole del patriarcato dell’epoca e, allo stesso tempo, quanto potere avesse, una volta sposata con l’uomo “giusto”. Ad esempio, le tre Dashwood hanno dovuto lasciare la casa dove sono cresciute, compresa la mamma, solo perché il figlio maschio eredita tutto, mentre le figlie per poter vivere devono cercarsi un buon marito; dall’altra parte abbiamo Fanny, la moglie del signor Dashwood, che una volta sposata si sente il capofamiglia e riesce a prendere le decisioni  al posto del marito. Quanto ho odiato quella donna!

Per fortuna, la storia prende una  piega migliore sul finale.





Nessun commento:

Posta un commento